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A meno di due mesi dal compimento del suo primo anno di vita in libertร , anche Carlotta smette di volareร deceduta dopo 14 giorni di cure intensive presso il CRAS Lago di Vico, a seguito di un episodio di elettrocuzione. Si tratta dellโennesima vittima di una strage silenziosa: ogni anno, decine, se non centinaia, di rapaci muoiono folgorati sui tralicci, spesso invisibili agli occhi dei cittadini, ma letali per la fauna selvatica.
Carlotta aveva trascorso lโinverno allโinterno della Riserva Naturale del Litorale Romano, a Ostia (RM), evitando ogni pericolo, a pochi chilometri da dove si trovava anche Ambra. In primavera si รจ spostata verso la Toscana, dove รจ stata avvistata in buona salutementre cacciava piccioni in ambienti periurbani, tra Firenze, Arezzo e infine nel Reggello, dove รจ stata soccorsa.
Il recupero รจ stato immediato. Tuttavia, sin dal primo esame clinico, i segni erano inequivocabili: elettrocuzione. Una zampa mostrava necrosi incipiente, mentre unโala sanguinava per le ferite autoinferte, esito della reazione comportamentale al dolore provocato dalla scarica elettrica.

Le terapie sono state avviate seguendo il protocollo per pazienti folgorati, con lโaggiunta di farmaci sperimentali e trattamenti innovativi, tra cui laser-terapia e supporto nutrizionale forzato. Purtroppo, come accade nella quasi totalitร dei casi analoghi, la progressiva compromissione degli organi vitali ha avuto esito fatale. Carlotta ha smesso di alimentarsi autonomamente e, nonostante ogni sforzo, non ce l'ha fatta.
Con la sua morte, il progetto perde lโแดสแดษชแดแด แด๊ฑแดแดแดสแดสแด liberato nella stagione 2024. Lโelenco รจ ormai lungo e drammatico:
- Carmine: collisione con cavo elettrico
- Cesare: morte naturale
- Camilla: elettrocuzione
- Calogero: vittima di bracconaggio
- Carlotta: elettrocuzione
Il bilancio รจ devastante: l'80% delle perdite รจ attribuibile a cause di origine antropica, di cui il 75% riguarda direttamente l'interazione con ๐ถ๐ป๐ณ๐ฟ๐ฎ๐๐๐ฟ๐๐๐๐๐ฟ๐ฒ ๐ฒ๐น๐ฒ๐๐๐ฟ๐ถ๐ฐ๐ต๐ฒ..
I dati raccolti da altri progetti che prevedono il rilascio in natura di giovani rapaci e uccelli di grandi dimensioni confermano la stessa, allarmante tendenza: la progressiva urbanizzazione e la scomparsa degli ambienti aperti costringono questi predatori a utilizzare i tralicci elettrici come posatoi e punti di osservazione. Un comportamento naturale che, in un contesto antropizzato e non messo in sicurezza, si trasforma in una condanna a morte.
La mortalitร per elettrocuzione non รจ un imprevisto: รจ una certezza. E, in assenza di interventi strutturali, continuerร a colpire, sistematicamente, tutti gli anni, tutti i progetti, tutti i territori.


