Pubblicato il dossier sulle problematiche relative al progetto LIFE LANNER

I progressi di LIFE LANNER nei primi due anni di progetto

Al concludersi del secondo anno di progetto, abbiamo ripercorso le numerose attività portate a termine da LIFE LANNER e affrontato alcuni aspetti tecnico-scientifici dell’approccio e della metodologia proposti.

Pubblichiamo qui il dossier che elabora sulle criticità del progetto, esplicitando le considerazioni su cui si sono basate la strategia generale di intervento e le singole azioni. Tra gli obiettivi c’è quello di evidenziare come tali criticità siano state accuratamente prese in considerazione nella fase di definizione del complesso progetto. Le trattiamo ora in maniera sintetica, rimandando per qualsiasi approfondimento al documento completo , stilato dal personale dell’Ente Monti Cimini, Regione Lazio e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana.

Il decremento numerico delle coppie e il bracconaggio

Tutti i dati disponibili mostrano un netto declino del lanario in Italia come anche in tutta Europa. Questo forte trend negativo è certamente da ricondursi alla drastica riduzione di coppie riproduttive presenti in natura. Come unica arma per contrastare questo fenomeno, le azioni C del progetto prevedono un restocking che può essere utile e funzionale al mantenimento di una popolazione vitale.

Per quanto riguarda il prelievo illegale della specie, dai report ufficiali redatti da ISPRA e Arma dei Carabinieri non sono riportate azioni di bracconaggio in centro Italia negli ultimi 10 anni. Nella fattispecie, è evidente che il Lazio mostra una potenziale situazione favorevole in fatto di personale operante sul territorio regionale, considerando guardiaparco, agenti delle Polizie provinciali, e operatori di associazioni ambientali come LIPU. Appare quindi importante allargare il percorso formativo di riconoscimento del lanario in campo per l’implementazione del monitoraggio, posto in essere dal LIFE LANNER tramite Ornis italica nel dicembre 2020 .

Lanner falcon rescued from poachers
Un lanario nella sua voliera presso il CRAS Lago di Vico. Questo individuo è stato confiscato da un bracconiere.

La competizione con il falco pellegrino

L’eventuale competizione diretta tra falco pellegrino e lanario è un fenomeno complesso che non può essere affrontato con una qualsiasi azione di contenimento del primo, in quanto specie protetta. Occorre quindi porre in essere una strategia più articolata e graduale che preveda il rilascio di nuovi soggetti di lanario e verificando ad ogni step i vari aspetti legati alla liberazione con l’analisi dei dati GPS.

A ciò vanno collegati gli aspetti di miglioramento ambientale, legati al mantenimento e riapertura delle aree di alimentazione e nidificazione.

La riproduzione in cattività e l’hacking

La riproduzione in cattività ed il restocking con giovani individui attraverso la tecnica dell’hacking, già sperimentati sia su altre specie che in contesti diversi sullo stesso lanario, costituiscono una tra le diverse azioni messe in campo dal progetto per contrastare direttamente l’osservato declino numerico delle coppie nidificanti della specie. Ogni individuo utilizzato a tal fine verrà caratterizzato geneticamente.

Le operazioni di riproduzione e restocking fanno quindi parte di un più articolato complesso di azioni che il progetto mira a dispiegare, anche al fine di valutarne l’efficacia e delineare priorità e strategie di più lungo termine per la conservazione della specie.

L’origine dello stock dei riproduttori

Per una specie come il lanario, lo stock dei riproduttori non può essere formato da individui prelevati in natura, perché questo impoverirebbe ancora più drammaticamente lo stock selvatico. L’unico approccio possibile è il rilascio di esemplari provenienti da coppie miste, che come in altri progetti LIFE sono acquistati da allevamenti privati. In ciascun caso si valuta attentamente il grado di variabilità genetica e la capacità di far riprodurre la specie, nonché l’origine degli esemplari acquistati. Vale solo la pena richiamare che i ben noti GREFA (Spagna) e LPO (Francia) dai quali provengono esemplari di rapaci liberati in altri LIFE, sono associazioni private. A ciò si aggiunge la presenza presso il CRAS di Vico di coppie di lanario provenienti da sequestri in natura e non più liberabili, caso unico in Italia.